I musei di Latina e i direttori scaduti

I musei civici di Latina sono un disastro: senza attrattive, senza programmazione, senza amministrazione autonoma, senza budget, soprattutto senza visitatori. Quello “istituendo” di Satricum, non è mai stato istituito: e alla fine è molto meglio così!

Quelli esistenti – in primis, il Cambellotti – andrebbero chiusi e ripensati, eccezion fatta della galleria d’arte moderna e contmporanea: testimonianza di quello che fu (servirebbe invece un museo – nazionale, non civico – dedicato alle bonifiche e alle città nuove: ma non ci sta pensando nessuno, ovviamente).

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Dico: e ora sono persino senza direzione scientifica, questi musei? Perché con le determinazioni nn° 445 e 446 del 14 marzo 2017– a quanto vedo, però non più consultabile online – l’assessore Di Muro aveva nominato Francesco Tetro e Annalisa Zarattini (di cui on risultano iniziative o almeno esternazioni) fino al 31 marzo 2018.

Ecco: oggi siamo al 3 maggio. Ho controllato sull’albo pretorio: e se non mi sono sfuggiti, mancano gli atti di proroga. I direttori sono quindi scaduti? L’assessore Di Muro ha dimenticato di prorogarli? Ha invece in mente di nominarne altri, stavolta attraverso una procedura competitiva e trasparente?

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Ma mi chiedo, però: che senso avrebbe selezionare e nominare dei veri direttori se poi non si hanno soldi per pagarli? Col paradosso che a essere pagati sono gli impiegati e i custodi, ma non i direttori (che hanno percepito 1000 euro complessivi di rimborso spese). Chi ti ci verrebbe a fare il direttore gratis, se non qualche pensionato? E più in generale, che senso hanno musei antiquati incapaci di attrarre visitatori (anche se l’ingresso non si paga)?

Perché ostinarsi a insistere con gli errori del passato, quando è sotto gli occhi di tutti che il vecchio approccio produce risultati scadenti? Risultati scadenti, direttori scaduti.

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