Dalla Di Muro a Di Francia

Un breve commento sul rimpasto in giunta, che ha coinvolto direttamente cultura e turismo. Innanzitutto, la sostituzione dell’ormai ex assessore Di Muro è un’ottima notizia: è stata un completo disastro, dimostrando di non avere la più pallida idea di cosa sono le politiche culturali nel XXI; ha riesumato dal passato l’approccio assistenzialista (facciamoci dare i soldi dalla Regione), vecchi progetti fallimentari (il Cambellotti, Satricum), personaggi si spessore solo locale.

In due anni, non ha prodotto assolutamente nulla di significativo per la città, né ha impostato un piano di lavoro che possa dar frutti in futuro. A corto di idee originali, ha cercato di amministrare il povero esistente senza mai provare a inserirsi in circuiti nazionali e internazionali.

La buona notizia è che finalmente – l’avevo suggerito io oltre un anno fa, lo avevano suggerito altri esponenti di LBC – è stato creato un assessorato unico a cultura&turismo (insieme allo sport), per agganciarsi a una tendenza altrove ormai consolidata.

Eppure, la scelta di Silvio Di Francia per sostituirla – persona molto competente, di caratura superiore rispetto al panorama politico locale – mi convince poco. In primo luogo, sono stati buttati due anni (per il turismo, si è fatto addirittura peggio che per la cultura) in cui come dicevo non si è progettato alcunché: Di Francia di conseguenza deve partire da zero, senza però conoscere né il territorio né le dinamiche locali.

Dovrà appunto elaborare un piano strategico per creare sviluppo attraverso cultura e turismo, con un orizzonte temporale passato da 5 a 3 anni. Insieme a chi lo farà? Temo in ogni caso che sarà costretto ad andare di fretta, per ottenere qualcosa prima che l’esperienza LBC al Comune di Latina finisca.

In secondo luogo, ho dei dubbi sul fatto che chi ha avuto responsabilità diretta nella città più importante al mondo per cultura e turismo (è stato assessore a Roma con Veltroni) possa calarsi con facilità in un deserto culturale come il nostro, dove peraltro mancano strutture e attrattive per potenziali turisti.

Il mio consiglio: non faccia come la Di Muro, si apra – attraverso assemblee pubbliche – al confronto con tutti gli operatori del settore, ascolti chi magari ha da proporre buone idee (ma solo se originali, se capaci di far uscire Latina dall’isolamento).

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